venerdì 6 aprile 2012

Il vero problema non è il numero dei governanti italiani in proporzione a quello di altri stati, piuttosto è il "trattamento" economico che i politici, a nostre spese, si sono attribuito, a tutti i livelli: pubblico e addirittura quello privato dei partiti i cui recenti scandali mostrano quanto il ricco compenso sia deviante per la corretta governance. Specie riguardo ai partiti sostengo la proposta di finanziarli facoltativamente solo con l'8 x 1000 delle proprie tasse individuali perché ormai la maggioranza degli elettori sono maturi e perciò non sono più le spese pubblicitarie o di rappresentanza a dare la maggioranza elettorale a qualche fazione politica e il resto serve alla corruzione. Sostengo inoltre la proposta di uniformare il cumulo dei compensi dei governanti italiani a quelli europei senza che pensioni o altre dazioni, distribuite nel tempo ulteriore all'impegno politico, superino quattro volte la pensione minima degli italiani. Se si fa politica per fare i soldi personalmente o per la propria fazione, si è comunque nemici dell'intera Italia.

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